mercoledì 22 agosto 2012

fotografia di wolfgang fischer

22 agosto 2012

Sto leggendo un libro: 'Cinquanta sfumature di grigio' di E. L. James.
L'ho comprato per curiosità.
Dapprima consigliato da una collega che lo ha letto avidamente, poi perchè durante i viaggi in treno parecchie donne lo leggevano.
Le prime pagine scorrono veloci, ma man mano che ci si addentra nella lettura e i particolari si fanno piu piccanti, la trama diventa una triste delusione.
Penso che a impregnare questa tristezza che mi invade trasformandosi in angoscia sia solo il mio passato.
Non penso arriverò alla fine del libro.

Sto leggendo anche un altro libro 'La leggenda del cacciatore di vampiri, il diario segreto del presidente' di S. G. Smith.
Divertente, le storie sui vampiri mi interessano parecchio.
Un libro di fantasia su uno dei più importanti presidenti degli Stati Uniti.
E' per certi versi credibile, ma per molti altri impossibile.
Son curiosa di vedere il film, però prima devo finire di leggere il libro.

mercoledì 15 agosto 2012

foto dal web

15 agosto 2012

Da una ventina di giorni ho Tigro.
Un gattino tranquillo e dolce, che gioca con Lillo.
Son bellissimi e tenerissimi.
Vanno a spasso insieme, tutti e due al guinzaglio.
Lillo aspira ardentemente ad addentare le crocchette di Tigro.
Ma lo stesso vale per quest ultimo...
Il cane è un angelo e Lillo lo incarna perfettamente.
Ma i gatti son magici.

fotografia di giacomo mazzanti


VIVAMUS mea Lesbia, atque amemus,
rumoresque senum severiorum
omnes unius aestimemus assis!
soles occidere et redire possunt:
nobis cum semel occidit breuis lux,
nox est perpetua una dormienda.
da mi basia mille, deinde centum,
dein mille altera, dein secunda centum,
deinde usque altera mille, deinde centum.
dein, cum milia multa fecerimus,
conturbabimus illa, ne sciamus,
aut ne quis malus inuidere possit,
cum tantum sciat esse basiorum.


Godiamoci la vita e l'amore, Lesbia mia,
e consideriamo un soldo bucato
il mormorio dei vecchi inaciditi.
I giorni che muoiono possono tornare,
ma se questa nostra breve luce muore
noi dormiremo un'unica notte senza fine.
Dammi mille baci e ancora cento,
dammene altri mille e ancora cento,
sempre, sempre mille e ancora cento.
E quando alla fine saranno migliaia
per scordare tutto ne imbroglieremo il conto,
perché nessuno possa stringere in malie
un numero di baci cosí grande.

Catullo (84 a.C. - 54 a. C.)